WINE EXPERIENCE LIGURIA PORTOFINO & CINQUE TERRE



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PER I NOVIZI


Se non sei un esperto di vino, la visita della cantina è un’ottima occasione per affacciarti su questo mondo: imparando a conoscerne le diverse tipologie, e la loro lavorazione, direttamente dal produttore.

PER GLI ESPERTI


Se sei un appassionato e di vino già te ne intendi parecchio, hai la possibilità di metterti alla prova e confrontarti col produttore, scoprendo nei dettagli i diversi metodi di vinificazione e le scelte che rendono grandi i vini Liguri.

PER GLI ESPLORATORI


Per capire fino in fondo la Liguria bisogna capire il vino: la cultura, il paesaggio e la storia della nostra terra affondano le loro radici nella cultura contadina, che oggi trova una delle sue più apprezzabili espressioni nel mondo vitivinicolo.

IL ROSSESE DI DOLCEACQUA



Alcuni ritengono che l'introduzione della vite in Liguria sia avvenuta per opera degli antichi Greci; altri sostengono che gli Etruschi iniziarono per primi a coltivare la vite nella parte occidentale della regione.
Probabilmente hanno ragione entrambi, anche se le colture ad alberello, ancora presenti, testimoniano la traccia significativa lasciata dai coloni ellenici.
Altre notizie risalgono ai secoli a cavallo tra fine Medioevo e inizi dell'Età Moderna. Lo stesso Andrea Doria elesse il Rossese di Dlceacqua quale vino festivo della sua flotta; anche Napoleone Buonaparte ebbe il piacere di conoscerlo, ospite della Marchesa Doria alla fine del Settecento. Lo apprezzò al punto di inviarne qualche botte a Parigi, mentre molte altre lo confortarono nel corso della campagna italiana in quanto gli garantivano, come egli stesso diceva, riposo e distensione.

WINE TOUR COLLI DI LUNI



Zona di produzione: comprende i comuni di Ameglia, Arcola, Beverino, Bolano, Calice al Cornoviglio, Castelnuovo Magra, Follo, La Spezia, Lerici, Ortonovo, Ricco’ del Golfo, Santo Stefano di Magra, Sarzana e Vezzano Ligure, in provincia di La Spezia; i comuni di Aulla, Fosdinovo e Podenzana, in quella di Massa Carrara

- bianco (vermentino min. 35%; trebbiano toscano 25-40%; ammessi altri max. 30%  vermentino (vermentino min. 90%)

- rosso (sangiovese 60-70%; canaiolo e/o pollera nera e/o ciliegiolo nero min. 15%; ammessi altri max. 25% -cabernet max. 10%-)

In questa denominazione a stretto contatto con la Toscana, il vitigno bianco di maggior importanza e’ il vermentino, anche se e’ chiara l’influenza del trebbiano toscano nel Bianco e, nei vini rossi, quella di vitigni come il sangiovese, il ciliegiolo e il canaiolo.
E’ forse questa la vera terra di elezione del vermentino che, grazie anche a pratiche di maturazione un po’ piu’ prolungate, e’ in grado di dare vini di un bel colore giallo paglierino, un profumo intenso e fruttato con chiari riconoscimenti di timo e basilico, un gusto secco e dotato di buona struttura, freschezza e sapidita’, che si abbina molto bene con fritture di pesce e verdure, pesci al forno con le erbe aromatiche.
Il Colli di Luni Bianco e’ un vino ancora poco caratterizzato ed esile, ottenuto da vermentino, trebbiano toscano e malvasia, con chiari riferimenti organolettici a quelli della vicinissima Toscana.
Il Colli di Luni Rosso, pur con i limiti di una produzione ridotta e quindi di difficile reperibilita’, ha buone doti di struttura. Nelle annate migliori e nel tipo Riserva puo’ affinare a lungo, arricchendo i propri profumi fruttati e floreali con sentori leggermente speziati. Si possono inoltre percepire ricordi erbacei dovuti all’inserimento, sulla base del collaudato sangiovese, di cabernet, vitigno che con il merlot e’ stato introdotto gia’ in epoca precedente l’avvento della filossera, prima della dilagante “sperimentazione” in tutta la penisola. Buona struttura ed equilibrio sono le doti principali di questo vino, che lo rendono ottimo accanto a primi piatti con ragu’ di carne, salsiccia al forno con patate, coniglio alla cacciatora e trippa alla carrarina.

Vi guideremo alla scoperta delle cantine tipiche più suggestive della zona, dove degusterete vini unici e anche annate storiche.

WINE TOUR CINQUE TERRE E CINQUE TERRE SCIACCHETRÀ



Zona di produzione: comprende interamente i comuni di Monterosso al Mare, Riomaggiore, Vernazza e parte del territorio del comune di La Spezia, denominato “Tramonti di Biassa” e “Tramonti di Campiglia”, in provincia di La Spezia.

Vini e vitigni
- bianco (bosco min. 40%; albarola e/o vermentino max. 40%; ammessi altri max 20%)
- sciacchetra’ (bosco min. 40%; albarola e/o vermentino max. 40%; ammessi altri max. 20%) – anche nella tipologia RISERVA

Nella provincia di La Spezia si produce piu’ del 50% dei vini liguri, e il piu’ famosa e’ il Cinque Terre, uno dei pochi vini di questa regione prodotto da uvaggio, rispetto alla tendenza generale di preferire vinificazioni monovitigno. Il bosco e’ il vitigno predominante, di buona vigoria e in grado di dare soprattutto struttura, il vermentino regala principalmente i profumi, e l’albarola, spesso confuso in passato con la bianchetta genovese, apporta acidita’ e freschezza.
Piccoli paesi su una costa che scende a picco sul mare sono contornati da terrazze di terra mista a sassi, in un territorio dave nasce un prodotto veramente raro, lo Sciacchetra’. Vino prodotto solo nelle annate particolari, quando il calore del sole fa “arrossire” le bucce degli acini di bosco, albarola e vermentino, con colori intensi che ritroviamo, dopo molti anni, nel bicchiere da degustazione.
Le uve vengono di solito vendemmiate a mano, con ceste, verso la terza decade di settembre, e dopo l’appassimento al coperto, su graticci al riparo dell’azione diretta del sole, si procede con la fermentazione in caratelli, piccole botti di castagno. Successivamente, il vino viene posto a riposare per almeno tre anni, in modo che possa perfezionare quelle doti meravigliose che la natura aveva gia’ messo a disposizione. Quando il tempo ha concluso il suo lavoro, in botte e in bottiglia, il vino appare di un colore giallo dorato che tende all’ambrato, con intensi profumi speziati e di frutta secca con la mandorla, ed essiccata come l’albicocca. Amabile o dolce, caldo, vellutato, strutturato e decisamente sapido, ha una buona persistenza gusto-olfattiva, che lo rende molto gradevole con il classico pandolce genovese, altri dolci secchi della regione e anche con formaggi stagionati.
Gli altri vini delle Cinque Terre sono in genere di colore giallo paglierino con riflessi verdolini e dotati di profumi delicati. Secchi, freschi e abbastanza sapidi, non molto ricchi ne’ in struttura ne’ in alcol, sono perfetti con insalate di funghi, pollo al limone, vitello all’all’uccelletto e, ovviamente, per un pasto a base di pesce, purche’ preparato in modo semplice, tale da far risaltare i profumi del mare. 

Il nostro wine tour vi guiderà alla scoperta delle Cinque Terre e vi condurrà nella visita delle migliori cantine dei produttori di Cinqueterre Bianco e Sciacchetrà dove potrete degustare vini ed acquistare bottiglie delle migliori annate.

WINE TOUR COLLINE DI LEVANTO


Zona di produzione: comprende i comuni di Bonassola, Deiva Marina, Framura e Levanto, tutti in provincia di La Spezia

Vini e vitigni:

- bianco (vermentino min. 40%; albarola min. 20%; bosco min. 5%; ammessi altri max 35%

- rosso (sangiovese min. 40%; ciliegiolo min. 20%; ammessi altri 20-40%)

I vini delle Colline di Levanto, non hanno caratteristiche di particolare struttura e complessita’, e sono da degustare soprattutto in gioventu’. Il Bianco prevede un uvaggio simile a quello dell Cinque Terre, con una predominanza del vermentino rspetto al bosco, con profumi quindi iiu’ decisi ma minor struttura. Nel Rosso, la fragranza e la giovanile esuberanza del ciliegiolo ricordano la matrice ligure, mentre la struttura piu’ austera del sangiovese introduce verso caratteristiche piu’ tipiche della vicina Toscana. In sintesi, si ottiene un ottimo connubio, che crea un vino rosso di buon corpo, adatto ad un moderato affinamento ma gia’ piacevole nei primi mesi di vita. Il Bianco si valorizza accanto a preparazioni come arselle alla marinara, cozze alla spezzina e triglie alla genovese, il Rosso con cima ripiena alla genovese, coniglio alla ligure e fricassea di pollo.

Vi guideremo alla scoperta delle cantine tipiche più suggestive della zona, dove degusterete vini unici e anche annate storiche.

ALLA SCOPERTA DEL GOLFO DEL TIGULLIO PORTOFINO



Le uve atte ad ottenere i vini a denominazione di origine controllata "Golfo del Tigullio-Portofino " o "Portofino" devono essere prodotte nella zona della provincia di Genova cosi' delimitata:
la citta' di Genova e la linea ferroviaria a scartamento ridotto Genova-Caselle, situata nel territorio del comune di Genova, sino al punto di intersezione con il territorio del comune di Sant'Oleose, a ovest;
il Mar Ligure da Genova fino al confine con la provincia di La Spezia, a sud e a sud-est;

- bianco, anche spumante, frizzante e passito; (vermentino e bianchetta genovese da soli o congiuntamente concorrono nella misura del 60%; concorrono per un massimo del 40% da soli o congiuntamente altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Liguria)

- rosso, anche nelle tipologie frizzante e novello;

- rosato, anche nella tipologia frizzante; (per le due tipologie rosso e rosato concorrono ciliegiolo e dolcetto da soli o congiuntamente per almeno il 60%; possono concorrere fino ad un massimo del 40%, da soli o congiuntamente, altri vitigni a bacca nera non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Liguria)

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